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Vitalità della materia, rifiuti in cerca d’autore

VITALITA’ DELLA MATERIA, RIFIUTI IN CERCA D’ AUTORE.

Ferrara 22 aprile/15 maggio 2010

JunkE’ stata un’esperienza entusiasmante potere spiegare la mia attività artistica ad un folto gruppo di ragazzi, coetanei di mio figlio (unico). Penso di aver imparato da loro molto, soprattutto di aver colto nel loro interesse e nella voglia di capire prima e nella sensibilità nel vedere poi, una capacità di sintesi e nello stesso tempo una forza poetica spesso straordinaria.

Molti lavori (ma forse è meglio chiamarli “opere” per la loro unicità) sono il risultato di un percorso veramente interessante: alcuni dal punto di vista prettamente estetico, altri per la vena artistica che esprimono, altri ancora per la secchezza del linguaggio, una sintesi compositiva che impressiona, positivamente.

Qualcuno  ha espresso nel testo descrittivo e nel titolo, più di quanto non abbia fatto nella realizzazione. Ma questo non inficia il valore del risultato, anzi ne esalta il contenuto di ricerca e scandisce l’affioramento di emozioni e di piccoli rancori nei confronti di come va il mondo: elemento importante di un laboratorio creativo che aveva come protagonista il “rifiuto”.

Lavoro, dicevo: il lavoro dei ragazzi che ho visto incespicare, quando li ho incontrati la prima volta: quando ho raccontato e mostrato l’entusiasmo e la passione con cui raccolgo e assemblo i rifiuti che il mare riporta indietro… Lavoro che ho visto crescere (la volta successiva) e spesso nutrirsi della letterarietà del titolo a me tanto cara e che spesso per loro è stata occasione di denuncia, esposizione di emozione profonda, ironia, momento di assoluta contemporaneità e di affermazione di se stessi!

Questo gruppo di ragazzi del Liceo Ariosto di Ferrara è la rappresentazione concreta di come sia in fondo semplice ed appagante il confronto e il dialogo con i giovani e di come sia stupido, ottuso, insensato, non offrire loro gli strumenti se non la possibilità concreta di essere i protagonisti del proprio futuro.

Un grazie a Carla Scopetta che ha creduto, con l‘entusiasmo di un’adolescente, a questo progetto: ad Angela e Annarosa che hanno la “fortuna” di insegnare con passione a questi ragazzi: a Teresa e alla sua sorridente disponibilità.

Forse avrebbe potuto durare un po’ di più…

Marillina Fortuna