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Storie di cose sostenibili

“Storie di cose sostenibili” MACEF/SUSTAINABLE HOME/MILANO 26-29.01.2012

 OPPORTUNITA’ DELL’ABBANDONO

Le opere di Marillina Fortuna sono create assemblando oggetti e frammenti di rifiuti dell’uomo che il mare riporta a riva ‘ri-generati’. Nell’ installazione Opportunità dell’abbandono, creata per la mostra “Storie di cose sostenibili”, i rifiuti diventano l’occasione per un viaggio. Essi amplificano il valore della materia utilizzata: sono residui di una vita passata, raccolti, catalogati e usati così come sono stati trovati, senza aggiungere e neppure togliere nulla. La loro composizione nell’opera diviene metafora di un mondo come un giardino aperto, luogo vitale d’incontro, in continuo movimento.

OPERE

MILANO, VICINA ALL’EUROPA. / 2010 / 152X152

Milano, vicina all’Europa è un’opera simbolo: dentro ci sono i temi e i contenuti che animano le mie opere. L’acqua, soprattutto, perché è dall’acqua del mare  che traggo  la materia prima per costruirli, utilizzando i rifiuti dell’uomo, che il mare riporta a riva. Sfiorando i concetti forti dell’ecologia, prendendo atto delle promesse e accarezzando con speranza il futuro, è nata un’ opera che mostra Milano circondata da alberi, prati, terreni: come l’ Expò 2015 ci dice… Una Milano ‘in divenire’ che fa i conti con il futuro ritornando al passato, recuperando una parte del numero straordinario di piccoli fiumi che possiede: un tempo  risorsa idrica utilizzata per il progresso della città. Canali e poi navigli della città Romana, di Sant’Ambrogio, di Leonardo, ricompaiono. ‘Liberamente tratti’, collegano il nord-est con il sud-ovest: per voler andare lontano…

IL TERZO PAESAGGIO /2010/ 82×82

Giardino simbolico, che nasce dai resti di una città o spazio onirico in cui la natura si mostra mentre si riappropria del suo spazio con vigore. L’opera nasce dalla lettura  di alcuni testi di Gilles Clément * ed é dedicata alla sua appassionata e filosofica concezione della geografia del pianeta su cui viviamo e con cui spesso ci dimentichiamo di fare i conti… Nel suo “Manifesto del Terzo paesaggio” Clément definisce il Terzo Paesaggio come l’insieme  dei Residui , (terreni incolti che risultano dall’abbandono industriale, agricolo, cittadino, turistico, ecc), delle Riserve (luogo naturale non sfruttato dall’uomo, protetto), degli Insiemi Primari (spazi mai sottoposti allo sfruttamento –come per esempio la tundra o i prati alpini).  Rovescio del mondo organizzato e territorio rifugio delle diversità, il Terzo paesaggio è  un luogo libero di evolversi, sintesi di un pensiero ecologico puro…

 INSTALLAZIONE

SOME FREE FLYING FLOWERS / 2011-2012

Le due opere,  MILANO, VICINA ALL’EUROPA. e IL TERZO PAESAGGIO, sono ‘pezzetti’ di mondi e di modi possibili. Al centro dell’installazione, diventano focalizzazioni per un’ulteriore apertura. Sono l’occasione per un viaggio.  Amplificano la valorizzazione della materia utilizzata: insieme di residui  (frammenti e oggetti  riportati a riva dal mare, raccolti ed usati così come sono stati trovati). I due pannelli, uniti e divisi nello stesso tempo, vogliono rappresentare il mondo come un giardino aperto, luogo d’incontro vitale, in continuo movimento.

“Le piante viaggiano. Le erbe soprattutto. Si spostano in silenzio, seguendo i venti. Non si può nulla contro il vento.” (Gilles Clément, Eloge des vagabondes. Herbes, arbres et fleure à la conquête du monde, Paris, Nil, 2002)

 

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