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Luca Carra di Italia Nostra

aquae2010 (2)Mi capita spesso di passeggiare lungo la spiaggia di Sori, vicino a Genova. D’inverno la mia attività preferita, quando sono in riva al mare, è tirare sassi piatti, cercando di farli rimbalzare sull’acqua. I miei figli invece cercano reperti che il mare ha restituito. E la pesca non è quasi mai deludente. Certo è capitato una volta sola a mia figlia di trovare una preziosa medaglia di epoca romana, con tanto di forellino dove infilare uno spago per farne una collana.

Oppure quelle splendide vertebre di dinosauro trovate da mio figlio, e mai più lasciate quasi fossero amuleti. Poco importa che la medaglia fosse in realtà un conio di poco conto e le vertebre del mostro ossi buchi di manzo spolpati e dilavati dal salmastro. Sulla spiaggia di Sori – più che su altre spiagge, a dire il vero – si trovano anche smeraldi (cocci di bottiglia arrotondati), lapislazzuli (frammenti di piastrelle a lungo levigati), kriptonite (bachelite di vecchi giocattoli). Latte sbiadite.

E legno, tanto legno asciugato dalla sua polpa. Mi sembra che gli assemblaggi di Marillina Fortuna nascano dalla stessa solerte attività esploratoria, di chi ha grande confidenza con i piccoli naufragi che la spiaggia quotidianamente regala. Sarebbe già arte averli raccolti. Ma la sapienza combinatoria con cui li assembla in pesci fiori e motivi astratti mi ha incantato e stupito.Il Mediterraneo è dunque anche questo: immensa discarica, che nei suoi scotimenti è in grado di restituirci frammenti di rifiuti come nobilitati dal sale, dal vento, dal tempo.

Anche i pesci si prendono per la gola (2006) 120x80 coll. pri

Anche i pesci si prendono per la gola (2006) 120×80 coll. pri

E dalla pazienza di questi stralunati pescatori. Italia Nostra ha voluto dare il suo patrocinio a questa mostra perchè è così difficile trovare un’arte che parli di ambiente senza risultare stucchevole e moralista. Junk Collection evita queste insidie perchè non si è posta intenti didascalici. Le opere di Marillina Fortuna ci raccontano con delicatezza cosa è diventato questo nostro mare, ma con l’ironia di chi sa elevare il rifiuto a sostanza stesa del processo fantastico.

Accanto alle opere e alle installazioni della mostra, racconteremo qualcosa sul futuro che incombe sui paesi dell’area mediterranea a seguito del cambiamento climatico. Come cambierà il mare – fin nella sua chimica prima ancora che nella sua fauna -; come cambierà la terra che vi si affaccia – la sua agricoltura, il turismo, l’economia – e come cambieranno le sue genti, che come tante rane – già diceva Platone – si affollano gracidanti su questo “stagno” vulnerato e sempre più vulnerabile

Luca Carra

Presidente Italia Nostra Milano

 

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