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In Divenire di Marillina Fortuna

marillina fortuna (5)Il mio incontro con i rifiuti dal mare è stato un acerbo colpo di fulmine: raccoglievo il materiale lungo le spiagge attirata dalla materia, dal colore, dal disegno, per abbandonarlo dentro sacchi e retine da pesca in uno stipato ripostiglio, sorpresa dal ritmo discontinuo della vacanza. Poi la ri-scoperta, forse scaturita da un ritrovamento singolare, mi ha indicato la strada che oggi mi fa scoprire il mare, con la sua forza e i suoi paesaggi, come luogo di passione e di meraviglia per l’inanimato che riporta a riva. Oggi raccolgo appena posso e produco con gli occhi, prima ancora che con le mani. Alla leggerezza del colpo di fulmine é subentrata l’avidità del desiderio e la passione del fare: come nel più meraviglioso innamoramento che questo libro e questa mostra suggellano in amore vero.

Ho iniziato a riprodurre singoli ironici animali marini, riconoscibili per forma, carattere, somiglianza e nome proprio. Sono diventati JUNK FISH, storie marine più articolate, quadri bidimensionali di più grande dimensione con il legno (pezzi di barca, travi spezzate) vero protagonista. All’ approccio figurativo, che traduce in icona il desiderio di restituire idealmente al mare un pezzetto di vita che quotidianamente l’uomo gli ruba, si unisce il desiderio di dare vigore, forza, movimento alle figure, mettendo in scena più elementi formali e un racconto spesso più articolato, nell’immagine rappresentata come nel titolo che la nomina. JUNK FLOWERS nasce dalla passione per il colore e per le infinite sfumature tonali dei frammenti di plastica.

Dopo un primo approccio decorativo si è fatta strada una ricerca più intimista e il desiderio di andare oltre lo “still-life”, in favore di un movimento vitale dell’opera nel suo complesso. JUNK BODIES è una passione ancora poco esplorata, facilitata dal volume e dalla compostezza di certi oggetti, ma soprattutto dal metallo, con le sue meravigliose ossidazioni. Mi affascina il lavoro che comporta la costruzione e l’assemblaggio delle sculture: tecnicamente più complesso, principalmente perché i componenti (i pezzi raccolti), come per tutte le altre opere, vengono usati così come sono stati trovati.

La scelta di non togliere e neppure aggiungere nulla a ciò che trovo, nasce da un rigore spontaneo, impostomi dal semplice fatto che le cose che raccolgo mi attirano e mi ispirano per quello che sono. Un tappo consumato, un pezzo di legno scolpito dal mare, un pettine contorto, li osservo per se stessi e come parte fondamentale di qualcos’altro: un occhio o un fiore (uno sguardo), una mascella (una forza), una coda (un movimento). Un altro motivo di rigore nella costruzione delle mie opere, posso ricercarlo nel rispetto per i frammenti di materia, rispetto nei confronti della loro misteriosa ma sempre umile condizione che il mare rigenera e a mio modo di vedere, purifica. Riscatto, emancipazione, libertà: sono un regalo davvero appagante, a me stessa e a coloro che insieme a me condividono questi sentimenti per le cose del mondo.

Marillina Fortuna

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