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Festival Internazionale dell’Ambiente / Milano /2008

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QUANDO I RIFIUTI DIVENTANO OPERE D’ARTE
Oggetti che l’uomo consuma e getta nel mare, materiali che il mare rigenera e restituisce, spesso abbandonati sulle spiagge… finché un’artista non li raccoglie per regalargli nuova vita, trasformandoli in fiori, pesci e corpi. Questo è il concept della Junk Collection, immondizia che diventa opera d’arte, grazie al lavoro di assemblaggio di materiale recuperato dal mare, senza aggiungere né togliere niente a ciò che viene trovato. L’idea è di Marillina Fortuna, artista selezionato dalla galleria MyOwnGallery per il Festival Internazionale dell’Ambiente, iniziativa di Comune di Milano, Provincia di Milano e Regione Lombardia sulla via dell’Expo 2015, per promuovere la riflessione scientifica e politica sulle sfide più urgenti in materia di clima e ambiente, mobilità, energia, edilizia. In mostra al Villaggio Sostenibile di Piazza del Cannone, Castello Sforzesco dal 5 all’11 giugno.

FINALMENTE UN CONTATTO DIRETTO CON I BAMBINI…
Il rapporto con il pubblico è un’esperienza bellissima: la gente riesce a dire cose sulle tue opere che neppure tu che le fai, immagini. Straordinari sono i bambini e la loro trasparente accoglienza!
I bambini non vivono di sovrastrutture: hanno la capacità di riconoscere con i sensi e di essere felici con le piccole cose. A Milano, in occasione del Festival Internazionale dell’Ambiente (5/11 giugno 2008), nell’ambito del «Villaggio Sostenibile» , ho avuto modo di far sperimentare proprio ai bambini, la loro creatività. E ho toccato con mano la loro fantasia creativa.
È stato curioso notare le diverse forme che creavano, componendo i poveri materiali di scarto, ogni bambino in modo diverso.
Vorrei poter trasmettere loro che niente va sprecato e che non devono guardare le cose senza vederle. Sarebbe bellissimo che il mio lavoro contribuisse ad approfondire il rapporto uomo/natura.
Se la natura costruisce e distrugge, l’uomo che è parte di essa, interviene nel ciclo spesso oramai negativamente. Rispettare l’ambiente, per un individuo, è solo una forma di semplice educazione: oggi necessita fare molto di più per consentire la sopravvivenza delle future generazioni.
La mia operazione artistica è nel suo piccolo un modo per denunciare e nello spesso tempo per rispettare. Raccolgo il pattume, lo assemblo cercando  di usare spaghi, viti, chiodi: limitando l’uso della colla. La mia  visione “romantica” del mondo è collegata al mio senso estetico. Mi incantano forme e colori e ancora di più l’idea di far diventare questi elementi un qualcosa che può essere riconoscibile ma anche interpretabile.
E ai bambini questo accade, naturalmente.

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